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Odin Teatret: "Il matrimonio di Medea"

 Eugenio BarbaGiugno 2008 - Holstebro (Danimarca): in questa cittadina dello Yutland dove risiede la storica formazione dell'Odin Teatret di Eugenio Barba, si svolge il Festuge, ovvero una gigantesca manifestazione artistica che, ogni due / tre anni, si sviluppa per quasi 10 giorni, dall'alba a notte fonda, in ogni angolo e luogo della vita quotidiana (dalla strada alla stazione, dalla biblioteca al pub, dalla scuola al teatro, dal fiume alla piazza...) divenuta nel corso degli anni uno dei momenti più importanti fra gli eventi culturali danesi e che lega profondamente la mitica formazione teatrale al suo territorio, con i suoi cittadini e le sue articolazioni (istituzionali e non). In questo contesto viene presentato "Il matrimonio di Medea", uno spettacolo itinerante diretto da Eugenio Barba, che nasce come grande progetto internazionale e si fa cardine del Festuge nel suo insieme.

Si tratta di una complessa e straordinariamente riuscita operazione interculturale ad ampio raggio che nasce dall'incontro tra l'Odin Teatret, con la sua storia e la sua tradizione più che quarantennali, e le danze e le sonorità di Bali, custodite e riproposte dall'ensemble Pura Desa Gambuh, intrecciate con i ritmi afrobrasiliani (musicali e fisici) di Augusto Omolù e Kleber da Paixao, danzatore e musicista di candomblé, ...con al centro la classicità del mito greco di Medea e Giasone.

Pura Desa GambuhIl montaggio di un evento tanto particolare, che ha messo insieme realtà e mondi culturali così differenziati e spazialmente distanti, ha avuto un prologo fondamentale nel progetto "The Jasonite Family", un mese di workshop per 35 giovani attori provenienti da diverse parti del pianeta, condotto e coordinato da Eugenio Barba insieme a Tage Larsen, Augusto Omolú e Julia Varley dell'Odin Teatret, con l'assistenza di Ana Woolf (Argentina), Cleber Da Paixão (Brasile), Cristina Wistari and the Pura Desa Gambuh Ensemble (Bali).

Al termine del percorso tutti i giovani attori hanno fatto parte dello spettacolo nella veste di un gruppo di "nuovi argonauti", contagiosi nella loro scatenata fisicità, mossi, sorretti e coinvolti dall'incomparabile energia dei suoni e delle percussioni afrobrasiliane, nonché dalle dirompenti coreografie di Augusto Omulù che hanno scandito tutti i passaggi forti della relazione tra un moderno Giasone (Tage Larsen) e il mito / tragedia / tradizione di Medea (danzatrice dell'ensemble Pura Desa Gambuh).

Nel "Matrimonio di Medea" sono, dunque, in scena un centinaio tra attori, musicisti, danzatori per riproporre un dramma rivisitato alla luce di una contemporaneità forte in cui la nota storia del mito si fa incontro, arduo e apparentemente contraddittorio, disorientante e difficile, eppure autentico e possibile, di una complessa umanità integrata e nutrita proprio a partire da storie differenti, origini lontane, disparate modalità espressive, canoni, codici e registri comunicativi vari.

La sapienza teatrale di Eugenio Barba, il maestro che ancora continua a spiazzare lo spettatore nel momento stesso in cui lo cattura e lo conduce nella danza dello spettacolo, interrogandolo, ha affrontato il terreno impervio dell'intreccio tra stili e tradizioni artistiche, generalmente ritenuti inavvicinabili, giungendo a veri e propri momenti di alto lirismo in cui dalla con-fusione dei vari elementi è emersa nuova e potente armonia, senza forzature e/o bizzarrie.

Una straordinaria Julia Varley (Odin teatret), ha dato corpo visibile a tutto ciò, sacerdotessa autorevole di un grande rito, delineatrice attenta di ponti tra un mondo e l'altro, tra l'una e l'altra... .e l'altra ancora... umanità, tra l'una e l'altra intensità, in una riproposizione del rito in cui un tutto ricco e complesso fluisca, senza che nulla venga snaturato della propria originarietà, in un processo che non annulli i passaggi drammatici (nel senso più lato) della Storia (a partire da quella di Medea e Giasone in cui separazioni e sangue non mancano certo), ma con la determinazione di saperli e poterli ricondurre a nuova sintesi.

È così che le note dei cembali balinesi e il ritmo delle percussioni afrobrasiliane si ritrovano in una danza corale di voci e di corpi che , sul far della sera, attraverso un percorso in un bosco nei pressi di Holstebro, conducono una miriade di spettatori, in una lenta e suggestiva processione, fino al luogo stabilito: qui prende forma il rito / evento, si scatena come un diluvio di energia fisica e sonora la presenza dei nuovi argonauti, si alternano le visioni ora paradisiache, ora dure, ora strazianti dei canti e delle immagini balinesi, si susseguono gli approcci, gli incontri e gli scontri, le paure e le ansie, le nascite e le morti, gli amori e le tensioni... in un concerto totale che mai sfugge dalla mano sicura della sua officiante.

In una partitura scenico spettacolare serrata e densa, resa, se possibile, ancor più intensa dal noto cielo danese che tarda ad oscurarsi, tra sussulti, disorientamenti, squarci di tregua, sensazioni ed emozioni si rincorrono senza un attimo di respiro per oltre un'ora... fino a quando l'ensemble si dissolve e i canti e i suoni si perdono lentamente nello spazio, inesausti... verso altri liti,... altro possibile.

"Il matrimonio di Medea" è divenuto anche l'ossatura centrale delle grandi parate che hanno invaso le vie di Holstebro e comuni limitrofi nei giorni del Festuge, ulteriormente impreziosite dall'intervento di altri gruppi (internazionali e locali), tra cui occorre ricordare sicuramente "Il ponte dei venti" di Iben Nagel Rasmussen.

A questi momenti di vera e propria situazione festiva, hanno partecipato tutti gli attori dell'Odin, maestri e giganti tra i giovani: giganti che dopo oltre quaranta anni di cammino in cui hanno innovato il concetto stesso del "fare teatro", anche il teatro di strada, ancora diretti dal loro regista Eugenio Barba, continuano a stupire per la loro "Presenza", per la loro generosità, per la loro capacità di proporre con sempre maggior forza "un teatro davvero necessario".

Pierluigi Castelli

Foto tratte dal sito ufficiale dell'Odin Teatret


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