Àrhat Teatro

Momo

Attori della compagnia "Teatro del Lemming".Nell'ambito delle iniziative teatrali che da sempre il nostro Istituto organizza, avremo quest'anno il piacere di ospitare una delle più importanti compagnie del nuovo teatro di ricerca, celebrata dalla critica tutta come una formazione tra le più prestigiose della scena italiana per l'assoluta originalità e bellezza delle produzioni: il Teatro del Lemming di Rovigo diretto dal regista Massimo Munaro.

La compagnia, reduce dai recenti successi alla Biennale di Venezia e alla rassegna "I teatri del Sacro", più volte ospite dei principali festival italiani, è stato presente sulla scena di Bergamo solo nel 2007 con lo spettacolo "Nekya" nell'ambito del festival internazionale "Il Centro e la circonferenza" organizzato dal Teatro Tascabile.

L'Istituto comprensivo di Calcinate, grazie all'importante e rinnovato contributo economico dell'Amministrazione comunale, alla collaborazione tecnica e artistica di Àrhat Teatro e all'ospitalità offerta da alcuni insegnanti, avrà l'onore di portare per la prima volta la compagnia in provincia e, altra prima assoluta per Bergamo, con uno spettacolo realizzato per i bambini.

Il Teatro del Lemming, infatti, presenterà al pubblico di alunni di tutta la scuola elementare di Calcinate lo spettacolo "Momo" il 22 dicembre 2009, nel corso della mattinata, presso il teatro della comunità.

Con questo importante incontro, entra nel vivo la serie di manifestazioni culturali che porterà, a gennaio, all'inaugurazione di "Polifonie di Sguardi", il progetto/rassegna dedicato alla memoria (a partire dalla Shoa) giunta alla sesta edizione: si sta definendo il calendario che si preannuncia, come sempre, ricco e stimolante per le scuole e per il territorio.

Momo

con Chiara Elisa Rossini, Fiorella Tommasini, Diana Ferrantini, Mario Previato drammaturgia, musiche e regia Massimo Munaro

Risplende la tua luce nel buio della via
non so di dove vieni e neppure chi tu sia
sembri così vicina e sei così lontana
non conosco il tuo nome, so solo che sei bella
e dovunque ti trovi e chiunque tu sia
scintilla scintilla piccola stella
.
(da un'antica nenia irlandese)

Lo spettacolo è liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Michael Ende. Momo è una ragazzina che vive tutta sola all'interno di un teatro nella periferia di una città. Gli abitanti del quartiere si prendono cura di Momo e tutti la vanno a trovare. Infatti la bambina ha una specie di dono: Momo è in grado di ascoltare. Gli adulti la cercano per parlare, i bambini per giocare.

Ma ben presto accade qualcosa di molto strano, tutti sembrano sempre più indaffarati e non hanno più tempo da dedicargli. In città sono arrivati gli Uomini Grigi che rubano il tempo agli adulti facendo credere loro che esso venga depositato in banche speciali.

Di fronte all'invasione degli Uomini Grigi, Momo, con l'aiuto di Mastro Hora, il Maestro del Tempo, e di Cassiopea, una tartaruga molto particolare, salverà se stessa e la città da questa terribile oppressione. Quest'avventura, seppur piena di pericoli, permetterà alla bambina di scoprire i segreti del Tempo.

La storia di Momo è quella di una bambina che, con la forza dell'innocenza e dell'immaginazione, si ribella ai ritmi di vita e alla freddezza della società moderna. Il racconto difende i valori dell'infanzia e rivela l'inconsapevole saggezza dei bambini. Per la piccola Momo, infatti, la fantasia, il saper ascoltare, il saper dare attenzione alle piccole cose, il prendersi cura, diventano armi vincenti contro la frenesia e il consumismo della società dei "grandi".

È la seconda volta che dedichiamo uno spettacolo al pubblico dell'infanzia. Con L'odissea dei bambini avevamo pensato ad una sorta di piccola iniziazione al teatro (e alla vita) per il piccolo Odisseo, costruendo per un gruppo di 20 bambini un viaggio sensoriale fra oscurità, magia ed immaginazione. Con Momo l'avventura si estende ad una comunità molto più numerosa e composita.
Si tratta, per me, in particolare, di un omaggio agli attori del Lemming, lanciati in un'avventura per loro del tutto inedita, e, insieme, di un omaggio al Teatro, perché Momo resta prototipo di quella capacità di concretizzare con semplicità ascolto e magia che pure resta l'obbiettivo, spesso inattuato, del teatro.
Massimo Munaro


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