...ovvero la storia di Passerogrigio che si ritrovò a volare
(Fiaba/Narrazione per bambini... anche di ogni età)
Con Samuele Farina
Montaggio e regia di Pierluigi Castelli
È in fase di avanzata preparazione il nuovo spettacolo di Àrhat Teatro basato su testi tratti da due libri per bambini di Alessandro Gigli.
Le pagine di presentazione di "Vento, vento, che ci racconti?"
Attraverso alcuni passaggi nodali tratti dalla traduzione filologica di Erri De Luca del libro biblico Genesi/Bereshìt, lo spettacolo si addentra nella storia del diluvio intrecciandola con il mito di Gilgamesh e il racconto di uno sciamano Pawnee. La ricchezza dei testi di De Luca rende il tutto particolarmente denso sul piano dei significati e apre domande in merito alla distruzione del popolo eletto. Perché Iod (Dio) ha maturato una tale violenza sull’umanità da esso stesso voluta, salvo poi stringervi un patto per rassicurarla che ciò non avverrà mai più?
Lo spettacolo si colloca all’interno di un articolato percorso/progetto artistico intrapreso dal regista Pierluigi Castelli con il suo giovane attore Samuele Farina.
Rapsodia/studio liberamente ispirata a "Les fleurs du mal" di Baudelaire.
Sulle musiche di Kitaro, lo studio si snoda attraverso una serie incalzante di azioni di teatro danza (come nello stile di Àrhat Teatro) che rimandano a "questi fiori" e a suggestioni personali che ciascuno di essi può evocare.
Contemporaneamente si va stendendo una trama sottile, resa densa dal lirismo dei pochi testi tratti da Baudelaire, in cui il gusto del tutto lascia comunque sempre spazio all’intenso profumo del particolare.